Destra ed estrema destra si uniscono in un progetto disumano contro diritti e futuro e sprecheranno ingenti risorse in violenti (ma anche inutili) sistemi di contenimento.
Il voto della commissione LIBE sul nuovo regolamento rimpatri è arrivato in serata: 41 sì, 32 no. Per noi – attivisti, operatori ed organizzazioni della rete Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose – è un passaggio che segna una frattura profonda con l’idea stessa di Europa che difendiamo ogni giorno nei territori, nei progetti di accoglienza, nelle aule dei tribunali e nelle istituzioni.
Assieme ad oltre 100 organizzazioni ieri abbiamo esortato i deputati a respingere la proposta del nuovo regolamento ma apprendiamo, con grande preoccupazione, che la maggioranza che ha sostenuto il testo, guidata dal popolare François‑Xavier Bellamy, ha scelto di allearsi con ECR, PfE ed ESN, portando la commissione su una linea estremista vicina a quella del Consiglio Europeo.
Con questa decisione, a nostro avviso, si rischia di trasformare la gestione delle espulsioni in un apparato permanente di detenzione e deportazione in adesione alla pericolosa ideologia della destra estrema.
Perché questo voto ci preoccupa
Leggendo il testo approvato, le cui gravi criticità avevamo già denunciato in passato, vediamo un’Europa che si allontana dai suoi principi fondativi:
- Return hubs fuori dall’UE dive potranno essere rinchiusi anche a famiglie con minori.
- Detenzione amministrativa prolungata e basata su categorie vaghe come “rischio sicurezza” o “mancata cooperazione”.
- Rimpatri forzati accelerati, con spazi sempre più ridotti per il rimpatrio volontario.
- Divieti di reingresso lunghi e talvolta permanenti.
- Procedure di individuazione dei destinatari delle misure di allontanamento che rischiano di legittimare profilazioni arbitrarie e operazioni di polizia invasive.
Per noi, che ogni giorno incontriamo persone in cerca di protezione, lavoriamo nei centri di accoglienza, accompagniamo richiedenti asilo spesso vulnerabili e monitoriamo le prassi amministrative, è evidente che questo impianto non tutela le persone dai trafficanti di esseri umani, non tutela la dignità umana e non è efficace rispetto alle stesse finalità di realizzazione degli allontanamenti perché le misure colpiscono in maniera generalizzata chi è in una condizione di irregolarità di soggiorno per qualsiasi ragione senza alcun rispetto del principio di proporzionalità
Criminalizza. Isola. Sorveglia.
Un modello costoso, inefficace e disumano
Lo diciamo da anni: puntare tutto su detenzione e rimpatri forzati non funziona oltre che essere disumano. Noi lo vediamo sul campo: la paura non produce sicurezza, produce invisibilità. E l’invisibilità alimenta sfruttamento, marginalità, vulnerabilità.
Ma cosa sta normalizzando l’UE? Il voto di LIBE, per noi, è un segnale politico chiaro: si sta normalizzando l’idea che si possano detenere famiglie, deportare persone verso Paesi con cui non hanno alcun legame, profilare individui sulla base di presunte “irregolarità”.
Bellamy, il relatore della proposta di regolamento che rappresenta i gruppi parlamentari che hanno scelto di allearsi con l’estrema destra, parla di “essere l’adulto nella stanza”, ma noi vediamo un’Europa che abdica alla sua maturità democratica, cedendo alla retorica securitaria delle destre e lo diciamo con forza: questo non è Stato di diritto ma la sua erosione.
A pochi giorni dal voto in plenaria di questo compromesso al ribasso ci rivolgiamo direttamente ai deputati italiani ed europei affinché si rimettano al centro dell’azione politica europea i valori dell’Unione.
Perché i diritti non sono negoziabili.

