“Yalla!” Ecco la campagna di crowdfunding per il diritto allo studio

Qualche giorno fa la terza sezione del Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, ha accolto l’appello presentato da uno studente universitario in Italia proveniente dal Libano, accogliendo, tecnicamente, così, l’istanza cautelare presentata dal suo avvocato ai fini del riesame dell’istanza di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio. Lo studente ha poi anche ottenuto la compensazione delle spese legali, viste le responsabilità civili del ministero degli esteri e l’ambasciata italiana a Beirut.

Dal 2021, il Forum ha attivato cinque contenziosi, tutti in qualche modo vittoriosi, contro le ambasciate italiane all’estero: cinque studenti che ce l’hanno fatta.
Il progetto Yalla Study, finora, ha fornito la consulenza socio-legale gratuitamente. E sono ormai decine gli studenti di origine mediorientale che sono stati supportati negli ultimi due anni nel diritto allo studio.

Tuttavia, questo supporto ha un costo molto elevato. E con questa campagna di crowdfunding che vi presentiamo, vi invitiamo a continuare a sostenerci.

Perché sapete quanto costa un ricorso al Consiglio di Stato nelle fasi di studio della controversia, giudizio, e decisionale? Circa tremila euro. A cui aggiungere qualche altro migliaio di euro già sostenuto per affrontare in via preliminare il giudizio di primo grado davanti al tribunale amministrativo del Lazio. Non solo. Ci sono da considerare anche le enormi differenze salariali tra i nostri stipendi e quelli dei loro paesi di origine. Provenienti dalla Palestina, Siria, e dal Libano, in particolare, si tratta di giovani donne e uomini che hanno tentato di viaggiare in maniera sicura e regolare, spesso senza successo, per iniziare, oppure terminare, gli studi universitari. Sono giovani che vivono in una condizione di grave compromissione del loro futuro, perché sono bloccati nei loro Paesi di residenza nella morsa di conflitti civili o militari.

Sono studenti e studentesse che vedono i loro desideri ed aspirazioni ostacolate dalle ambasciate italiane all’estero, che spesso non concedono i visti con motivazioni pretestuose, e che la rete della società civile del Forum, invece, da qualche anno sostiene. Per questo è nato Yalla Study: per supportare soprattutto legalmente, coloro che incontrano tali ostacoli burocratici.
Se anche tu credi sia importante dare un valore universale al diritto allo studio, è l’occasione giusta per sostenere questa campagna. Come? Aiutandoci a sostenere le spese legali. Puoi farlo al prezzo di un caffè, di un biglietto del cinema, o di un aperitivo con gli amici.

 

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