La nostra missione (quasi impossibile) a Bruxelles per fermare il patto migrazioni e asilo. Un racconto per immagini.

 

Dopo l’incontro, i parlamentari del PD all’interno del gruppo “Socialisti e Democratici” in seno al parlamento europeo hanno assicurato l’impegno di tutto il partito democratico a non votare il testo, che, nella sua attuale formulazione, mina alle radici l’idea democratica su cui si basa l’Unione Europea.

Una delegazione della “Road Map per il Diritto d’Asilo e la Libertà di Movimento” composta dai rappresentanti di diverse associazioni che sui diversi territori si occupano di migrazioni: Sara Consolato di Refugees Welcome, Giovanna Cavallo e Teresa Menchetti del Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Mimma D’Amico del Centro sociale Ex Canapificio di Caserta,  infine, il giurista Gianfranco Schiavone e il Sindaco di Sant’Orso (Vicenza) Franco Balzi della rete Re.Cosol ha consegnato il 19 marzo a Bruxelles agli europarlamentari socialisti e democratici Brando Benifei e Pietro Bartolo una lettera aperta con 400 firme raccolte in meno di 48 ore, in cui si chiede di non votare il Patto Europeo su Immigrazione e Asilo che andrà in votazione l’11 aprile.

«Il Patto Europeo mina le fondamenta dell’Europa perché prevede una detenzione generalizzata persino di famiglie con bambini per chi arriva o viene soccorso in mare. Il Patto non conviene all’Italia perché le coste dei paesi frontalieri riceveranno soldi e si trasformeranno in dei campi in cui le persone saranno trattenute e sottoposte ad una procedura di screening in base al paese di provenienza, senza garanzie e con rimpatri verso paesi terzi non sicuri, ha dichiarato Mimma D’Amico all’agenzia Ansa. E poi ha aggiunto: «noi che a Castel Volturno abbiamo imparato a conoscere i danni fatto da leggi che costringono le persone a rimanere senza documenti e senza accoglienza, crediamo che invece bisogna puntare alla costruzione di una politica europea che rafforzi le tutele delle persone in cerca di protezione e sugli ingressi legali e sicuri».

 

Dello stesso avviso la coordinatrice del Forum, Giovanna Cavallo, che in un appello pubblicato sul quotidiano Il Manifesto, ha ribadito che la riforma «oltre a essere una sconfitta sul piano della democrazia europea, visto il forte condizionamento dei negoziati da parte del Consiglio, rischia di tradursi in un quadro giuridico disfunzionale, costoso e crudele che causerà maggiore sofferenza alle persone in cerca di protezione e violerà i principi su cui si basa il diritto Ue». E ancora, Cavallo ha invitato gli europarlamentari presenti all’incontro di Bruxelles, a partecipare al meeting che si terrà il 4 maggio a Bologna, dove i risultati delle varie tappe della Road Map saranno discussi in una grande assemblea. «Vogliamo riportare all’interno dei confini dell’’Europa i suoi valori fondanti: democrazia, libertà, uguaglianza. Il nostro compito sarà chiedere agli europarlamentari impegni chiari. Il loro, invece, sarà quello di schierarsi, indicando da quale parte vogliono stare una volta che saranno eletti», ha concluso Cavallo.

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