Trattenimento e propaganda: gli strumenti del governo smontati dal Dossier Immigrazione 2023

È stato presentato oggi a Roma l’edizione 2023 del Dossier Statistico Immigrazione. Al suo interno anche un saggio del giurista del Forum, Gianfranco Schiavone, che analizza, tra le altre cose, gli effetti della Legge n.50.

«Appare poco probabile, per ragioni organizzative ed economiche, che il nuovo disegno politico di uso generalizzato della detenzione dei richiedenti asilo e di applicazione delle procedure accelerate di frontiera possa attuarsi pienamente». Così afferma scrive il giurista Gianfranco Schiavone, che fa parte della segreteria del Forum, in uno dei saggi disponibili all’interno del Dossier Statistico Immigrazione 2023 presentato oggi a Roma al teatro Orione. Secondo Schiavone le nuove norme introdotte dalla Legge n.50 dipingono uno scenario già visto con il decreto sicurezza del 2018 e che si inserisce nel quadro più ampio di demolizione del sistema di accoglienza per come in parte l’abbiamo conosciuto, cioè il meccanismo di inclusione e protezione degli stranieri che chiedono asilo. Come lo stesso Forum ha denunciato più volte, invece, il governo sta favorendo la creazione di un sistema di segregazione, isolamento e sterilizzazione dello stesso diritto d’asilo. Proprio lo smembramento dell’ex Sprar, oggi Sai, ci parla di questa volontà.

Un avvocato esperto come Maurizio Veglio ha definito la nuova normativa in materia di trattenimento elaborata in Italia, ma anche in altri paesi europei, come un rito di separazione su base etnica, cioè come un poderoso strumento di propaganda a disposizione del governo di turno. Veglio fa questa affermazione forte considerando che, con le nuove normative introdotte in materia, una pletora di magistrati, cancellieri, interpreti, avvocati e funzionari della pubblica amministrazione dovrebbero assicurare la celebrazione, a distanza, di potenziali migliaia di procedure di convalida e proroga del trattenimento; aggiunge il legale: «in luoghi non riconducibili ad aule di giustizia bensì nella disponibilità del Ministero dell’Interno, parte del giudizio, peraltro, collocati in ambienti altamente militarizzati, secondo procedure che spingono alla serialità e all’isolamento».

È la gestione emergenziale e securitaria di un fenomeno strutturale, come la definiscono all’interno del Dossier Statistico Immigrazione 2023 presentato oggi a Roma, dando conto, nel volume, della stabilità delle presenze straniere in Italia, che ridimensiona la retorica dell’invasione. Si legge nel Dossier: «il numero dei cittadini stranieri residenti in Italia – immigrati o nati nel Paese – si è assestato, nell’ultimo quinquennio, sui 5 milioni, l’8,6 per cento della popolazione, mentre sono saliti a quasi 6 milioni gli italiani residenti all’estero». Dati che smontano la propaganda dell’invasione e altre cifre che allo stesso tempo fanno emergere l’incapacità di gestire un fenomeno, come mostrano quelle delle quote di ingresso dei lavoratori stranieri, 452.000 nel triennio 2023-2025, formalizzate dal Decreto flussi del 27 settembre 2023. Un meccanismo che – secondo i ricercatori di Idos: «finirà anch’esso per tradursi – come largamente avvenuto nel passato, in mancanza di una riforma strutturale dei restrittivi meccanismi di ingresso e permanenza per lavoro, nell’emersione di lavoratori in nero già irregolarmente presenti».

È la politica sclerotica del Governo Meloni in tema di migrazioni, che oscilla tra lavoratori da selezionare e rifugiati da trattenere e respingere, invece che puntare su meccanismi di regolarizzazione permanente e a politiche funzionali di raccordo tra asilo e mondo del lavoro.

 

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