“Smantellare” il governo, non l’accoglienza.

Costruiamo punti di fuga da queste politiche scellerate e criminali, attiviamo spazi di intervento sui territori, nodi fatti di comitati di base e sportelli, ferrovie sotterranee di mutualismo e soccorso. Invertire la rotta, rovesciare i rapporti di forza, affermare diritti: vogliamo aprire uno spazio di azione per costruire un’opposizione concreta e smantellare i PARADOSSI, per pretendere l’accesso alla protezione speciale e garantire così il rispetto delle convenzioni internazionali a cui aderisce l’Italia e per un’accoglienza degna e di diritto.

Questo è il Paese dei paradossi dove un decreto adottato ufficialmente per prevenire le morti in mare, invece di aumentare i canali regolari di ingresso, peggiora la vita dei migranti che arrivano in Italia e di quelli che vi risiedono da diverso tempo.

Sono migliaia le persone in Italia che hanno già subito l’onta dei “Decreti sicurezza” restando intrappolate in una condizione di irregolarità, in un limbo di (mala)accoglienza, e che ora rischiano di subire sulla propria pelle le conseguenze del così detto “Decreto Cutro” che è in corso di approvazione da parte del Parlamento.

Dallo smantellamento del sistema di accoglienza, all’esclusione dei richiedenti asilo dai servizi del sistema di welfare territoriali, fino ad arrivare al tentativo di cancellare il divieto di respingimento ed espulsione per una persona quando il suo allontanamento comporta una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare.

Una sequela di provvedimenti che prevedono, detenzione, controllo, schedatura, accoglienza indegna e rifiuto, ma soprattutto una serie di paradossi che chiariscono la cattiva fede dell’esecutivo: il governo dichiara di voler prevenire il traffico di esseri umani ma smantella uno strumento che tutela la vita privata e familiare come è la protezione speciale e criminalizza chi tenta di salvare vite; il governo dichiara di voler mettere fine al “business dell’accoglienza”, ma approva nuove norme che prevedono il potenziamento dei centri di accoglienza straordinari, l’ampliamento dei centri hotspot e dei centri per i rimpatri garantendo soldi facili proprio a chi specula sulla pelle delle persone.

Arrivati a questo punto di non ritorno,pensiamo sia sempre più urgente costruire uno spazio condiviso di azione che metta al centro delle rivendicazioni l’allargamento dei diritti civili, politici e sociali nei confronti dei migranti che abitano i nostri territori.

Diventa sempre più necessaria, in questo senso, una mobilitazione che sappia intrecciare pratiche conflittuali ed ottenere allo stesso tempo il consenso di milioni di cittadini italiani.

Per saperne di più scrivi a info@percambiarelordinedellecose.eu

 

 

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