Mappature del reale per un futuro da creare

Accoglienza e inclusione: questi i temi del percorso di approfondimento e interazione che abbiamo lanciato, insieme a Refugees Welcome Italia e in collaborazione con Rete Europa Asilo, Grei250, fondazione Migrantes
Un percorso avviato in questi mesi, grazie ai tanti momenti di discussione con attivisti, operatori legali, giuristi: persone impegnate nella tutela dei diritti, e che con questo obiettivo guardano a una necessaria e non più rimandabile riforma del sistema di accoglienza.
Ora vogliamo mettere al centro di questo percorso proprio questa riforma, scrivendo il “piano di integrazione” dal basso: lo faremo costruendo delle tappe di ascolto dei territori e delle realtà che in essi operano da tempo. Vogliamo coinvolgere esperienze a cui guardiamo da sempre e per cui ci facciamo spazio di racconto, denuncia e attivazione, con particolare attenzione alle comunità migranti.
Il viaggio è già iniziato, e la prima tappa ha visto protagoniste Puglia e Molise, con cui abbiamo avvisto una prima interlocuzione, in particolare con alcune realtà particolarmente attive: tra queste, oltre al Forum territoriale brindisino per cambiare l’ordine delle cose, ricordiamo Refugees Welcome di Bari e Brindisi, l’associazione brindisina Compagni di strada, l’USB di Foggia, l’associazione di promozione sociale Voci della Terra, la Community HUB–APS, la Comunità Africana di Brindisi, la Camera degli avvocati immigrazionisti di Lecce, l’associazione dei mediatori interculturali del Salento, la cooperativa Solidarietà e Rinnovamento di Brindisi, l’Associazione Origens di Bari, il Coordinamento delle Diaspore in Puglia ETS, l’associazione San Giuseppe onlus di Cerignola e Città Invisibile di Termoli. 

Il percorso proseguirà con la Campania, nello specifico con le aree di Napoli e Caserta, per poi arrivare a Lazio e Abruzzo (Roma e L’Aquila in primis), Emilia Romagna e Toscana, Piemonte, e nelle zone di confine di Udine, Trieste e Bolzano. 

Le interlocuzioni si delineeranno su più livelli, partendo da un primo piano di confronto e consultazione tra realtà, in cui approfondire problematiche territoriali, comunali e regionali, per arrivare a un momento di autoformazione, che possa fornire strumenti utili alle realtà coinvolte, e concludere con incontri pubblici in cui diffondere quanto emerso, sia dal punto di vista dei nodi problematici sia, soprattutto, delle possibilità di creazione condivisa per il cambiamento.
L’obiettivo di questo percorso è duplice: se da una parte vogliamo elaborare un monitoraggio dal basso dell’accoglienza e dei percorsi di inclusione messi in atto, con cui delineare tanto le buone prassi quanto le lacune e le criticità e tracciare una panoramica della situazione, dall’altra vogliamo partecipare alla stesura, dal basso, del piano di sostegno all’integrazione che il governo dovrà varare, secondo il decreto legislativo 18/14 e a partire dall’art 5 del DL 130/2020 convertito in legge il 18 dicembre n. 173.
Le differenze che emergeranno tra i vari territori consentiranno di capire su cosa lavorare in istanze specifiche, mentre le convergenze daranno la fotografia delle mancanze presenti a livello nazionale. Il confronto attivo ci permetterà di definire gli attuali punti di forza e quelli di debolezza del sistema di accoglienza e delle varie realtà coinvolte su vari livelli: una sorta di  mappatura di massima che servirà a ricostruire il percorso di accoglienza attualmente esistente, e da cui partire per elaborare concrete proposte di miglioramento.
Un lavoro di rete che vuole fare pressione, proseguendo il percorso di advocacy e interlocuzione avviato con esponenti di diverse forze politiche. Un processo di ascolto e confronto che aiuti a migliorare e portare fuori dall’accoglienza istituzionale buone prassi e competenze, e favorisca il raccordo tra attori ed esperienze che contribuiscono a vario titolo all’inclusione negli stessi territori, per creare insieme suggerimenti di policy, indicazioni pratiche e strumenti pensati per chi lavora nell’accoglienza, tanto istituzionale quanto informale, oltre che per gli stessi utenti: materiali che saranno sintetizzati in un documento comune, che ci proponiamo di chiudere a maggio.  

In particolare vogliamo far emergere il tema dell’inclusione, e di come esperienze nate dalle reti civiche abbiano attivato straordinari percorsi di inserimento fuori dal “sistema”, a volte in rete con le istituzioni così come in contesti di accoglienza informali: pratiche da mappare e valorizzare in un piano di inclusione strutturato che, tenendo conto delle esigenze reali delle comunità locali, potrebbe migliorare concretamente la vita di uomini e donne che al momento, una volte fuori dal circuito di accoglienza formale, si trovano spesso prive di reti di supporto e strumenti a sostegno della propria autonomia e autodeterminazione. A farne le spese, allargando lo sguardo, è l’intera società, con i diritti che rimangono lettera morta. Noi vogliamo ribaltare questa situazione.

Per info e per partecipare al percorso: coordinamento.forum1@gmail.com.


Analizziamo insieme l’accoglienza che c’è. Definiamo quella che vorremmo.
#AccoglientiPerDavvero

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