Famiglie Accoglienti: da Bologna a Torino, un’esperienza di convivenza e costruzione comune.

“Un atto fortemente politico”: è così che Antonella Agnoli descrive l’accoglienza in famiglia di persone con background migratorio. Un’esperienza che insieme al marito porta avanti da anni nella sua casa di Bologna, grazie al progetto VESTA attivato dalla cooperativa Cidas. L’idea alla base era quella di rispondere alle necessità di chi vive in un centro Sprar e che, al compimento della maggiore età, deve lasciare la struttura: ma spesso molte persone non hanno ancora l’autonomia abitativa ed economica per farlo. Da qui l’idea di aprirsi alle famiglie, garantendo loro un sussidio mensile. Diversi i nuclei che hanno aderito, che nel 1998 hanno deciso di organizzarsi nell’associazione Famiglie Accoglienti, di cui Agnoli è presidente. “Abbiamo voluto dare una risposta ai Decreti Sicurezza, che rischiavano di rendere più vulnerabili anche le persone che vivevano con noi”, spiega Agnoli. Un modo per affermare che esiste una società diversa, per rispondere a chi provocatoriamente dice di “ospitarli a casa propria” che si è pronti a farlo.           


L’iniziativa ha dato vita a varie esperienze, anche diverse tra loro: studenti, persone separate, coppie senza figli, single, famiglie numerose hanno deciso di sperimentare questa nuova forma di convivenza, anche in altre città come Torino e Como.

L’ottica, comunque, resta politica, con uno sguardo in prospettiva: cambiare le cose, dal basso e insieme. Vivere insieme, uscire a fare la spesa, andare al cinema, diventare amici, possono sembrare atti banali e forse lo sono, ma hanno di fatto il potere di scardinare pregiudizi radicati nell’intera società, di mostrare che una realtà diversa è già qui. “Ogni giorno e in ogni momento puoi abbattere le barriere, mettere in pratica un reale cambiamento con gesti quotidiani che in questo senso credo possano essere molto forti” sottolinea Agnoli.  
Per rispondere alla necessità abitativa di richiedenti asilo e titolari di permesso di soggiorno Famiglie Accoglienti ha attivato un progetto con Banca Etica e la Fondazione del Monte, che consente di poter contare su un fondo di garanzia per l’affitto da utilizzare per la locazione di immobili, in particolare per le caparre e le garanzie richieste: la casa resta un ostacolo per moltissime persone. “Molti proprietari non affittano a cittadini di origine straniera, cui vengono richieste garanzie economiche che vanno al di là della presenza o meno di un lavoro”, spiega Agnoli, che parla anche della necessità di tutelare la sicurezza e i diritti sul lavoro, per poi concentrarsi su un altro tema: la formazione. Secondo Agnoli “occorre sostenere le possibilità di studio e formazione di queste persone che spesso sono concentrate solo sul lavoro”, anche ai fini di una propria autodeterminazione e di un diverso posizionamento nella società. Non a caso nel 2019 Famiglie Accoglienti si è fatta promotrice di una raccolta fondi per permettere ai bambini e alle bambine sgomberate a Primavalle (Roma) di continuare a studiare.        

Un’altra esperienza nata sempre nel territorio bolognese è quella della ex Villa Salus, ora spazio polifunzionale che ospita alloggi, ristoranti, orti, laboratori, e in cui migranti e non sperimentano una nuova forma di convivenza e di coesione sociale.  

Ora secondo Antonella Agnoli è necessario fare massa critica, farsi sentire e vedere per mostrare che c’è una società dinamica, pronta al cambiamento e che, anzi, lo sta già mettendo in pratica. A partire dalla base: il vivere insieme.            


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