Dl130. A che punto siamo?Al punto di partenza

Abbiamo scritto una lettera aperta al Ministro Lamorgese, ai sottosegretari agli Interni, ai capo dipartimenti della Pubblica sicurezza, per le Libertà Civili e l’immigrazione e al presidente della Commissione Nazionale Asilo auspicando nella realizzazione di un incontro formale in cui discutere e proporre soluzioni alle problematiche riscontrate.

Da inizio 2021 come coordinamento del Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose in collaborazione con GREI250, Refugees Welcome  Italia, Fondazione Migrantes, Rete EuropAsilo, e associazioni,  cooperative sociali e singoli attivisti che si occupano di politiche migratorie, nello specifico di accoglienza, inclusione sociale e coesione su tutto il territorio nazionale abbiamo attuato un monitoraggio – in 16 città italiane (Reggio Calabria, Lecce, Brindisi, Bari, Foggia, Termoli, Napoli, Caserta, Roma, Firenze, Bologna,  Ancona, Parma, Trieste, Bolzano)  – interrogando gli uffici immigrazione delle Questure locali, verificando le  prassi adottate dalle CTRPI competenti per territorio e le posizioni assunte dai Tribunali  ordinari.
Obiettivo? Capire cosa stesse succedendo dopo l’approvazione del DL 130, con il timore che una legge rimanesse solo carta. 
Risultato? La certezza di una totale disapplicazione della legge e l’emersione di diverse gravi criticità procedurali.
Conseguenza? Centinaia di migranti irregolari, richiedenti protezione o già titolari di protezione, che avevano subito le ripercussioni dei Decreti Sicurezza continuano a essere intrappolati in  un pericoloso limbo giuridico e di irregolarità. 

Per fare luce su questa situazione abbiamo scritto una lettera aperta al Ministro Lamorgese, ai sottosegretari agli Interni, ai capo dipartimenti della Pubblica sicurezza, per le Libertà Civili e l’immigrazione e al presidente della Commissione Nazionale Asilo auspicando nella realizzazione di un incontro formale in cui discutere e proporre soluzioni alle problematiche riscontrate.

Alcune delle, non poche, criticità, riguardano:
Istanza di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale presentata  direttamente al Questore, nonostante sia stata inserita questa modalità le Questure interrogate non sono state in grado di fornire indicazioni sulle concrete modalità di presentazione se non puramente interpretative e spesso difformi al dettato  normativo, che rendono di fatto impossibile presentare le istanze. 
– Gestione casistiche pendenti, le Commissioni Territoriali non procedono in modo automatico nel richiedere agli istanti integrazione  documentale e per quanto riguarda i rinnovi ad oggi le  Questure e le Commissioni si rifiutano di acquisire la documentazione relativa  ai nuovi requisiti per il riconoscimento della novellata protezione speciale.

In ultimo, ma non per importanza, abbiamo segnalato altre 2 gravi criticità procedurali che rappresentano un ostacolo insormontabile per l’accesso alla richiesta di protezione internazionale e speciale nonché ai  relativi titoli di soggiorno, la prima riguarda  l’istanza di accesso alla procedura di protezione internazionale, intrappolata nella richiesta da parte delle Questure della  dimostrazione – non prevista dalla legge – della propria dimora abituale; la seconda si concentra nella gestione delle istanze di rilascio e di rinnovo dei permessi di soggiorno per  protezione internazionale, in questo caso l’iscrizione anagrafica viene richiesta quale requisito fondamentale pena la definizione negativa della procedura,  nonostante la legge non ne faccia menzione. 

Auspichiamo una approfondita analisi delle criticità riscontrate nel monitoraggio fatto nei primi mesi del 2021, anche vista la condizione di precarietà amministrativa se non di vera e propria irregolarità che colpisce migliaia di migranti, costretti in questo modo ai margini delle città e potenzialmente vittime della criminalità e dello sfruttamento lavorativo. Questo decreto legge, come lo era la sanatoria del 2020, era stato pensato per sanare questa incresciosa situazione umanitaria che tuttavia continua a non trovare una soluzione stabile e strutturale, come potrebbe essere una emersione permanente ad personam di chi vive e lavora in questo paese. 

Scarica e leggi il testo della lettera

Primi firmatari:
Alterego Fabbrica dei Diritti, Archetipo, Associazione Mediatori, Camera Avvocati  Immigrazionisti Lecce, Caritas Diocesi di Caserta, Casematte, Ciac, Città Invisibile,  Consiglio Italiano Rifugiati, Coop Solidarietà, Cospe, Hayat onlus, CSA Excanapificio,  ExOPG, LESS, Fondazione Migrantes, Forum Bolzano, Forum Brindisi, Forum Verona, ICS,  Large Movements, Migrantes CAPUA, Missionari Comboniani di Castel Volturno,  Movimento dei Migranti e dei Rifugiati Caserta, OLTRE – Ponti fra i Mondi, Opti Poba,  Ospiti in Arrivo, Pensare Migrante, Progetto Accoglienza, San Giuseppe, Small Axe,  Sportello Comunità Africana, USB Lavoro Agricolo, Voci della Terra, Well(c)Home – Idea  Prisma 82, Ya Basta Scisciano di Napoli, Zalab

per la RETE “SULLA STESSA BARCA” ABAD, AILeS, ANOL,Antoniano Onlus , Approdi, Aprimondo, Associazione Mondo Donna,  Associazione Paolo Pedrelli, AtelierSi, Avvocato di strada, Campagna “Balconi  SalvaGente”, CdLM Cgil Bologna, CEFA, Centro Astalli Bologna, Centro Poggeschi, Chiesa  Metodista di Bologna e Modena, CIDAS, CISL Area Metropolitana Bolognese, Donne in  nero Bologna, ExAequo , Famiglie Accoglienti, Frate Jacopa, Arte Migrante, Frati  dell’Eremo di Ronzano, Hayat Onlus, Il Manifesto in Rete, Insieme in pari dignità,  Legambiente Bologna, Libera Bologna, Libertà e Giustizia – Circolo di Bologna, Libertà  era restare, Lvia Forlì nel Mondo Medici Senza Frontiere Onlus, Mediterranea Saving  Humans, Mosaico di Solidarietà, Percorsi di Pace, Portico della Pace, PrendiParte,  Manites, Scuola By Piedi Marina Gherardi, Vivere, Witness Journal ASCAI (Ass.  Camerunensi in Italia).  

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