Missioni internazionali: cresce la partecipazione dell’Italia, ma con quali effetti?

Ieri alla camera si è consumata l’ennesima vergognosa pagina politica: il parlamento attraverso le commissioni terza e quarta, ha dato parere favorevole al rifinanziamento delle missioni internazionali nel mondo tra le quali l’azione nel mar mediterraneo e in supporto delle istituzioni libiche, compresa la marina. Si è successo di nuovo

Nel suo complesso vale la pena ricordare che la deliberazione del Governo sulle missioni internazionali discusso e approvato al Parlamento (compreso il del Decreto Ucraina approvato a marzo) prevede un incremento di costi complessivi che va da 1,35 a 1,5 miliardi di euro e di personale impiegato che passa da circa 9.500 a oltre 12 mila uomini. 

Nella maggior parte dei casi la risoluzione descrive gli obiettivi delle missioni riferendosi ad impegni militari e di difesa anche in virtù dei nuovi progetti in ambito NATO sul fronte est-europeo in funzione anti-russa.

Insomma siamo in guerra in diverse parti del mondo, una guerra che in alcune zone del Medioriente e dell’Africa si traveste da azione antiterrorista, per nascondere la funzione “antiMigranti” in riferimento alla missione in Mali – Niger (dove sono presenti anche i militari italiani che potrebbero essere impiegati a supporto di missioni civili) con un incremento dall’anno precedente da 44 a 62 milioni di euro, e ancora a quella in Libia dove invece si aumenta di circa un milione di euro.  

Non solo proseguiamo ad impegnarci con mezzi e risorse militari per azioni “di pace” nel sud del mondo (Iraq, Mozambico…), ma diamo soldi, mezzi e supporto alle istituzioni libiche compresa la sua guardia costiera per respingere i barconi in mediterraneo verso l’inferno libico. 

E’ doverosamente corretto ricordare che alcuni parlamentari DEM hanno votato contro una delle missioni di supporto alla Guardia Costiera Libica. Uno sforzo apprezzabile ma non sufficiente a determinare una doverosa inversione di tendenza politica: la risoluzione prevede altre azioni simili di supporto alla guardia costiera (per circa 100mln di euro) che hanno raccolto unanimità di voto compreso il PD. Inoltre ricordiamo che al senato questo voto “disgiunto” non si è neanche verificato. 

Dunque non basta! L’Italia intende proseguire su questa linea e dichiarare guerra ai migranti: nessuno ha fatto nulla per impedire che ciò accadesse di nuovo. 

Ci stiamo preparando ad una campagna elettorale le cui premesse ci preoccupano non poco: i temi di dibattito politico legati alle migrazioni continuano ad essere oggetto di slogan e mistificazioni, finalizzati ad un facile consenso elettorale. Ma siamo solo all’inizio e faremo il possibile affinché la classe dirigente e forze democratiche che si candideranno a governare inizino a mettere in agenda, le riforme necessarie per garantire diritti e dignità per migranti e rifugiati. 

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