#IoRestoACasa: testimonianze dal Forum di Brindisi ai tempi del Covid19

Ad un mese dall’inizio dell’entrata in vigore dei decreti ministeriali legati al Corona virus, continuiamo a raccontare le esperienze realizzate nei territori e a raccogliere le loro voci. Dopo aver parlato di Trieste, dell’area del Mugello, dell’iniziativa attivata dalle associazioni su Roma, e di quanto portato avanti a Caserta, andiamo ora a Brindisi, da cui ci arriva un racconto delle tante attività messe in campo, oltre che un’analisi di quanto di urgente c’è ancora da fare. Ringraziamo per il contributo e invitiamo alla lettura!

IL FORUM PER CAMBIARE LE COSE DELLA PROVINCIA DI BRINDISI AI TEMPI DEL COVID-19

Siamo ad un mese dall’entrata in vigore dei DPCM che impongono misure restrittive e cautelative anche in Puglia, per contenere la diffusione del contagio di COVID-19. Queste misure si inseriscono in un quadro reso già difficile e confuso dalle conseguenze dell’ulteriore marginalizzazione delle persone migranti,  effetto dell’applicazione crescente della legge 231/2018, che ha: eliminato la protezione umanitaria, vietato l’ingresso dei richiedenti asilo dagli SPRAR, favorito la realizzazione di grandi contenitori dell’accoglienza a discapito dell’accoglienza diffusa. Questo quadro ha a sua volta facilitato un clima di interpretazioni restrittive delle misure per gli adempienti amministrativi dei migranti presenti nel territorio: ha reso difficoltosa l’iscrizione per la residenza, la trasformazione dei permessi per protezione umanitaria in permessi di lavoro, l’ottenimento di titoli di viaggio per i titolari di protezione sussidiaria (impedendo di conseguenza il rilascio di titoli di lunga permanenza), favorendo interpretazioni e prassi diversificate negli “uffici stranieri” dei diversi territori, con il protrarsi dei tempi di attesa per le richieste e per i rilasci dei permessi di soggiorno e varie altre questioni dirimenti per la qualità della vita delle persone migranti nonché nostri “ospiti o vicini di casa”.

A diverso titolo infatti vari enti ed associazioni provinciali ed interprovinciali: l’ANPI, Libera, l’ARCI, il CSV- Centro per i Servizi del Volontariato, Migrantes, ma anche l’UniTre di Ostuni, Associazione Compagni di strada, Aifo, Meic, la Cooperativa Sociale Solidarietà e Rinnovamento, la comunità africana e singoli volontari di Ostuni e Brindisi hanno costituito una rete di informazione, formazione, accoglienza e tutela dei migranti presenti sul territorio provinciale, allo scopo di trovare risposte adeguate ai gap di cittadinanza, che soprattutto sui temi della casa, della salute, del lavoro e della formazione rendono complicato l’inserimento socio economico della popolazione immigrata.

Il Forum territoriale ha recentemente intrapreso una collaborazione con il progetto regionale “Terzo settore, Università, istituzioni in rete” del Laboratorio politico per il Terzo Settore, come interlocutore sul tema dell’accesso ai diritti di cittadinanza delle persone migranti e si avvale del sostegno della fraternità di Bose di Ostuni per gli aspetti della pacifica convivenza e del dialogo interreligioso.

E’ stata da poco realizzata una pagina Facebook del forum territoriale, con l’obiettivo di far girare notizie e informazioni nazionali di varie reti per aggiornare sugli aspetti legislativi, sanitari, sociali che possono interessare le persone migranti e chi lavora con loro e lanciare iniziative locali. Ampio spazio, quindi, in questi giorni, ai video multilingue realizzati per l’emergenza Codiv 19 o le proposte del tavolo Asilo nazionale “Io Accolgo” al Governo sull’emergenza sanitaria e i provvedimenti che riguardano gli stranieri., Spazio inoltre a tutte quelle iniziative locali nazionali alle quali il forum territoriale aderisce.

Anche nel contesto del COVID-19, gli aderenti al Forum territoriale per Cambiare l’Ordine delle cose hanno cercato di declinare le misure restrittive e cautelative in relazione alla qualità della vita della popolazione migrante, in base allo specifico campo di azione di ognuno, consapevoli che la questione dei migranti, quando non è utilizzata come oggetto di facile propaganda, viene completamente dimenticata, come ultima di quelle povertà che si lasciano ai margini di un sistema escludente.

Nei Centri che ospitano migranti in maniera istituzionale e volontaria si sono immediatamente cercate le modalità che rispondessero ai criteri minimi di sicurezza: distanziamento sociale, dispositivi di protezione, prassi e spazi di convivenza. Casa Betania, ad esempio, un centro di accoglienza che si basa sul volontariato e che attualmente ospita 8 persone, ha puntato sull’autogestione della struttura da parte degli ospiti, fornendo i viveri che gli ospiti cucinano da sé anche grazie al sostegno di altre associazioni della rete. Si è regolamentata l’autonomia degli ospiti degli SPRAR/SIPROIMI di Ostuni e Brindisi gestiti dalla cooperativa sociale Solidarietà e Rinnovamento.
Soprattutto nei primi giorni e senza aver ricevuto particolari indicazioni dai referenti nazionali, si è valutato come regolarsi circa nuove accoglienze, tempi e luoghi di eventuale quarantena, scadenza dei termini di permanenza delle famiglie. Il servizio è organizzato su appartamenti, che ospitano ciascuno due nuclei familiari o monoparentali titolari di protezione internazionale pertanto si sono subito sanificati e adeguati i locali per la massima sicurezza possibile di operatori ed ospiti, forniti i presidi sanitari, si è potenziato lo strumento del telefono per la comunicazione costante su bisogni, formazione a distanza, aspetti sanitari e per fornire a tutti le informazioni necessarie, nelle diverse lingue, di tutela della salute e della situazione del lavoro/del reddito, di chi aveva raggiunto una fragile soluzione lavorativa o era inserito in percorsi di tirocini retribuiti.

Intanto con Anpi, Arci e Migrantes si monitora il Dormitorio, facendo pressione perché l’amministrazione comunale di Brindisi metta in sicurezza i più di cento migranti che lì vivono in condizioni che non consentono l’adeguamento alle misure di distanziamento sociale e tornano facilmente in condizioni di povertà assoluta se si riduce il lavoro nei campi.
Le volontarie e i volontari di Anpi, Migrantes, della Chiesa Valdese, i volontari solidali della Valle d’Itria, Libera Ostuni hanno riattivato “la spesa solidale”, con raccolta fondi e indumenti, acquisti e consegna di generi alimentari alle persone che vivono al dormitorio in appartamenti, nelle campagne della provincia.

Il 20 marzo scorso si è poi sottoscritto, con  la rete regionale di Io accolgo, un documento che allertasse gli enti di terzo settore, i volontari e le istituzioni sulle condizioni di vita nei ghetti, per la trasmissione delle informazioni e la messa in opera delle azioni di possibile protezione, senza mai desistere dalla richiesta di azioni di vera tutela: offrire condizioni abitative adeguate e condizioni di lavoro regolari, presidiate e coadiuvate dalla presenza attiva  delle istituzioni. Qui è possibile leggere il documento. 

In vista della stagione estiva di raccolta delle angurie e dei pomodori si è aderito ad un appello del CIR Puglia per la tutela dei lavoratori stagionali nelle campagne delle province di Brindisi e Lecce.
Si sta contribuendo alla sua diffusione per costituire un comitato permanente che monitori e tuteli le condizioni di vita e lavoro e cerchi strade e strategie di sostegno agli imprenditori agricoli per forme di ospitalità diffusa. Qui è possibile leggere l’appello. 

In conclusione, come per tutta Italia, le condizioni di vita delle persone straniere presenti nella provincia di Brindisi rimangono difficili e prive, al momento, di adeguata tutela da parte degli organismi di governo territoriali (comune, provincia e regione) e nazionali.
La mancanza di mascherine, guanti e disinfettanti; la convivenza in insediamenti informali, nelle aree urbane o nelle aree rurali, caratterizzati da precarie condizioni igienico-sanitarie e disagio abitativo, in piccoli ambienti, senza riscaldamento e sistemi di aerazione, senza acqua corrente né servizi igienici; la mancanza di sportelli informativi, di consulenza e di prevenzione rappresentano solo alcune delle criticità a cui fare fronte.

Il Forum territoriale, che ha sempre avuto e continua ad avere sin dalla sua nascita nell’ottobre del 2018, un ruolo rilevante e un’interlocuzione privilegiata sia con l’Assessorato ai Servizi sociali che con la segreteria del Sindaco di Brindisi, prosegue con la sua opera di coordinamento tra le associazioni aderenti, le istituzioni e la popolazione per la costruzione comune, anche a nostra misura delle nostre comunità.