Il governo respinge la proposta della campagna “Ero straniero”

La Commissione bilancio del Senato, recependo il parere del governo, ha respinto la proposta di regolarizzare dei cittadini non comunitari senza titolo di soggiorno, a fronte della stipula di un contratto di lavoro. “La misura avrebbe portato quasi un miliardo di nuove entrate all’anno allo Stato, oltre a una serie di benefici concreti ad aziende e territori, incidendo su lavoro nero, evasione, concorrenza sleale, marginalità sociale e sicurezza. Ma evidentemente la maggioranza ritiene di poterne fare a meno, sacrificando ancora una volta, trattandosi di immigrazione, buon senso e ragionevolezza, per timore di perdere consenso elettorale”: questo il commento della campagna Ero straniero, composta da decine di associazioni promotrici della proposta.

In una nota pubblicata sulla propria pagina Facebook la campagna sollecita un cambiamento normativo urgente e necessario: “Chiediamo a Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva di mettere da parte timori e calcoli elettorali e tirar fuori il coraggio di attuare riforme non più rinviabili come quella dell’impianto fallimentare della Bossi-Fini per gestire il fenomeno migratorio in Italia. Alla Camera è in corso l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari’, depositata con oltre 90.000 firme alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, che prevede misure (come l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”) che contribuirebbero a sottrarre dalle fila del lavoro nero e dei circuiti illeciti centinaia di migliaia di persone, dando inoltre risposte efficaci al soddisfacimento del fabbisogno di personale di origine straniera delle nostre aziende”.

I promotori rivolgono un appello al governo: “Ci aspettiamo che la maggioranza smetta di balbettare su questi temi e passi dalle parole ai fatti: si proceda spediti in Parlamento all’esame della nostra pdl popolare e alla sua approvazione. Perché alla propaganda che parla alla pancia delle persone si risponde solo con il coraggio delle riforme”.