Con gli emendamenti al decreto sulle ong i deputati della Lega puntano a far tornare i Decreti Sicurezza.

Le previsioni dei deputati leghisti puntano a tagliare ulteriormente l’integrazione dei richiedenti asilo, diminuendo le risorse per la formazione e i percorsi lavorativi. Nei fatti si introducono le norme già previste dai Decreti Sicurezza, così rischiando di ricacciare in Paesi dove rischierebbero torture e persecuzioni decine di migliaia di richiedenti asilo.

Tutti gli emendamenti presentati dai deputati della Lega in Commissione Affari Costituzionali della Camera dove si sta discutendo in questi giorni il decreto legge n.1 del 2 gennaio 2023 “recante disposizioni urgenti per la gestione dei flussi migratori”, sono palesemente inammissibili. Perché  già la sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2013 ha escluso la possibilità di inserire nella legge di conversione di un decreto legge emendamenti che non siano del tutto estranei all’oggetto e alle finalità del testo originale. E lo stesso orientamento è stato seguito da altre quattro sentenze della Corte. E, dunque, non basta riportare nell’oggetto degli emendamenti una previsione generica come quella di gestione dei flussi migratori per inserire ciò che si vuole.

Entrando nel dettaglio dei testi presentati, alcuni deputati della Lega stanno provando ad introdurre in un decreto che ha come oggetto le attività delle Ong, articolati di legge che puntano a rendere ancora più difficile la concessione dei permessi di soggiorno per i richiedenti asilo, e persino più difficoltosi i ricongiungimenti familiari, dato che si prevede l’aumento del reddito minimo richiesto del 50 per cento per ogni membro della famiglia. A conti fatti, per esempio, un migrante che vorrebbe far venire in Italia una moglie e due figli dovrebbe dimostrare un reddito annuo di 24.000 euro. Non soltanto.

Le previsioni dei deputati leghisti puntano a tagliare ulteriormente l’integrazione dei richiedenti asilo, diminuendo le risorse per la formazione e i percorsi lavorativi. Di più: nei fatti si introducono le norme già previste dai Decreti Sicurezza, cancellando la così detta protezione speciale, così rischiando di ricacciare in Paesi dove rischierebbero torture e persecuzioni decine di migliaia di richiedenti asilo.

Pensiamo, invece, che sia sempre più urgente sottrarre le migrazioni alla propaganda, alla mistificazione e alla strumentalizzazione, praticando una politica di buon senso e buon governo che risponda alle esigenze storiche e politiche del maggiore fenomeno contemporaneo. Per questo, come organizzazioni della rete del Forum, pretendiamo che vengano supportati uomini e donne, i cui progetti migratori sono rivolti all’Europa per motivi di lavoro, per motivi di studio, per raggiungere famiglie. E ci appelliamo ai presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Trasporti perché oggi pomeriggio dichiarino non ammissibili gli emendamenti presentati attraverso un vero e proprio blitz dai deputati leghisti, un colpo basso alla Costituzione che ha l’unico obiettivo di restringere ancora di più i diritti dei migranti.

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