Benvenuti, i rifugiati coinvolti in Italia in progetti di “accoglienza diffusa”

Benvenuti raccoglie dati, analisi, descrizioni di importanti esperienze locali – da Santorso a Gioiosa Jonica (dove lo Sprar è gestito seguendo il modello proposto dalla giunta Lucano a Riace), passando per la provincia di Bolzano – ma anche molti approfondimenti con cui ampliare lo sguardo.

Benvenuti è un’iniziativa dell’Osservatorio sull’accoglienza diffusa Benvenuti Ovunque, promosso dalla redazione di Comune e dalla Rete dei Comuni Solidali, e raccoglie interventi di Chiara Marchetti, John Holloway, Roberta Ferruti, Rita Coco, Andrea Staid, Luca Di Sciullo, Marco Aime e Luca Borzani, Gian Andrea Franchi, Annamaria Rivera, Daniela Giudici, Alessandro Simoncini, Guido Viale, Simone Innico, Alessandro Triulzi, Marco Omizzolo, Gianfranco Laccone, Cronache di ordinario razzismo, Cinzia Pennati, Alessandro Ghebreigziabiher, Sara Forcella, Rosa Jijon e Francesco Martone, Carolina Meloni González.

I testi, accompagnati dalle straordinarie fotografie di Giovanni Izzo, disseminati nelle 150 pagine del quaderno Benvenutiqui (gratuitamente) scaricabile, sono il frutto di un’idea e di un’ambizione. L’idea: raccontare da diverse prospettive una realtà, quella dei rifugiati coinvolti in Italia in progetti di “accoglienza diffusa”, segnata da rapidi mutamenti e processi complessi. L’ambizione: essere un po’ d’aiuto alla volontà di capire meglio ciò che accade e al desiderio di cambiare in profondità il mondo e noi stessi. Il quaderno nasce dunque come Rapporto, ma ci siamo interrogati a lungo in modo critico sulla sua funzione: per questo Benvenuti raccoglie dati, analisi, descrizioni di importanti esperienze locali – da Santorso a Gioiosa Jonica (dove lo Sprar è gestito seguendo il modello proposto dalla giunta Lucano a Riace), passando per la provincia di Bolzano – ma anche molti approfondimenti con cui ampliare lo sguardo.

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L’idea è quella di attivare misure concrete di solidarietà verso chi si trova fuori dall’accoglienza ma deve fare i conti con la gestione della quotidianità, in una situazione di assenza di rete e di sostegno istituzionale. 'Non in nostro nome' è lo slogan di una cittadinanza che vuole reagire alla logica della ghettizzazione e della privazione della dignità.