Antonio Calò al Ministro dell’interno: “Su immigrazione meno paura e più responsabilità”

“E’ necessario che le cose vengano dette in modo chiaro sulla questione profughi/migranti. Invece nessun coraggio, nessuna azione. Assoluto silenzio di fronte a delle proposte concrete per favorire una soluzione”. Così il professor Antonio Calò, in una lettera indirizzata al Ministro dell’interno Luciana Lamorgese pubblicata lo scorso 3 gennaio su La Tribuna di Treviso. Un appello pubblico in cui il professore, eletto ‘cittadino europeo 2018’ dopo aver accolto in casa propria sei giovani provenienti da Guinea-Bissau, Gambia, Ghana e Costa d’Avorio, denuncia il colpevole immobilismo del governo rispetto alle questioni urgenti che dovrebbero essere affrontate con rispetto alla questione migratoria.
Condividiamo il contenuto della lettera, che pubblichiamo di seguito, invitando alla lettura e alla diffusione.

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Illustre Ministro
Gentile Avv. Luciana Lamorgese

da “Cittadino Europeo 2018” sento il dovere di mettere in risalto quello che sta avvenendo in questi mesi ma che nessuno riesce a cogliere: nessun segnale di vita…

E’ necessario che le cose vengano dette in modo chiaro sulla questione profughi/migranti. Invece nessun coraggio, nessuna azione. Assoluto silenzio di fronte a delle proposte concrete per favorire una soluzione.
Ecco le questioni che un governo come quello attuale potrebbe e dovrebbe affrontare ipotizzando delle soluzioni:

– la creazione e attuazione di un modello unico di accoglienza e di graduale inserimento dei profughi/migranti per tutto il territorio italiano ed europeo
revisione del decreto sicurezza 1
revisione del decreto sicurezza 2
ripristino degli Sprar
ripristino dei flussi migratori regolari
revisione della legge Bossi-Fini
– formulazioni chiare dello ius soli, ius culturae e ius sanguinis
revisione del trattato di Dublino

Ci sono centinaia, migliaia di persone straniere in Italia che sono per strada mentre in questi anni avrebbero potuto fare un cammino diverso di graduale inserimento nella nostra società. Questo è un gravissimo problema che va risolto con urgenza.

Che tristezza l’articolo di Repubblica del 24 dicembre 2019 di Luigi Manconi “Rifugiati cacciati senza colpa”! Anche questo è un appello a Lei, Ministro, dove emergono chiare e precise responsabilità intorno alla circolare del Viminale del 19 dicembre, che di fatto moltiplica le occasioni di marginalità, con tutte le conseguenze del caso.

Di cosa abbiamo paura? Del ritorno del Ministro precedente? Dei malesseri di una parte del governo che era presente anche nel governo precedente? Di perdere voti e conseguenti ruoli?

Gentile Ministro, La invito a leggere un interessante libro di Alessandro Orsini, recentemente uscito per Rizzoli, con il seguente titolo “ Viva gli immigrati” ( gestire la politica migratoria per tornare protagonisti in Europa ). Il Professore Orsini porta avanti questa tesi: la gestione dei flussi dei migranti rappresenta per l’Italia una straordinaria opportunità per riappropriarsi del ruolo di grande potenza europea che ultimamente ha perduto. Non tutto quello che si dice in questo interessante volume è da me condivisibile, ma certamente Orsini ha il coraggio di porre e vedere il problema in altro modo e di proporre delle soluzioni ( a dire la verità poco percorribili nella concretezza della politica italiana però certamente stimolanti).

Personalmente resto dell’avviso che si possa fare molto e bene perché l’Italia ha dimostrato in tante occasioni in questi ultimi cinque anni di essere capace di svolgere il suo ruolo in modo egregio. Più volte ho scritto e mi sono pronunciato a riguardo. Se si vuole si può …se non si vuole non si potrà mai, questo è certo.

Allora politicamente cosa vogliamo fare? La soluzione ai problemi sopra elencati c’è, se si vuole.
Basta con le giustificazioni che in nome di un sano realismo politico di fatto hanno ingessato qualsiasi operazione generando un infinito immobilismo.
Mi dispiace, bisogna avere il coraggio di dirlo ai cittadini che concretamente non si vuole fare nulla perché abbiamo tanta, troppa, paura.
Il mio ruolo sarà allora informare ogni volta i cittadini di quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto, perché si ha paura, o peggio ancora non si hanno idee e soluzioni… In altre parole si aspetta che gli altri sbaglino per poi muoversi a seconda della convenienza.

Basta con questi giochetti di piccolo cabotaggio! Come si fa a governare senza avere un progetto a medio e lungo termine su una questione come quella dei profughi/migranti che durerà decine di anni? Come si fa?
Sono stanco come cittadino di dover sempre aspettare che arrivi Godot…che non arriverà mai? E poi la gente si meraviglia che nascano movimenti come quello delle ‘sardine’. E poi la gente si meraviglia che nasca tra i cittadini la voglia dell’uomo forte.
Nessuno decide nulla. La paura di qualsiasi responsabilità in ordine ad un bene comune è un problema gravissimo.
Nessuno che paghi mai per i propri errori, scaricando piuttosto sugli altri sistematicamente le proprie responsabilità. Infinite giustificazioni.

Dobbiamo recuperare la giusta fiducia nelle istituzioni. Ma questo sarà possibile se tutti avranno il coraggio della coerenza e dell’azione in ordine ad un proprio pensiero che dovrà essere chiaro e preciso. La politica è anche compromesso e mediazione ma non può essere solo e sempre questo.

Sulla questione migranti/profughi resto a disposizione dello Stato perché continuo a credere di essere una risorsa e non un problema.
Quello che è stato fatto lo testimonia.

Prof. Antonio Silvio Calò
Cittadino Europeo 2018